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Cinesi: come vive, lavora, ama il popolo che comanda il mondo

Giampaolo Visetti - 15 febbraio 2013

Tutti parlano della Cina, tutti vogliono capire la Cina: la sua ascesa è per l'Occidente una minaccia o un'opportunità? Che effetti avrà sul nostro portafoglio, sulle nostre vite?

Per rispondere si possono accumulare le statistiche, studiare la storia imperiale, analizzare le configurazioni geopolitiche. Ma mancherà sempre qualcosa.

Ciò a cui stiamo assistendo è la crescita prolungata e impressionante di una potenza economica con un'ampiezza di risorse senza pari e grandi ambizioni della popolazione, tutto questo attraverso una buona dotazione di mezzi tecnologici e finanziari per realizzarle. Come ci diceva Visetti, nel 2012 la Cina ha raggiunto il primo posto nella classifica dei brevetti e marchi registrati nel mondo, sorpassando così per la prima volta gli USA. L’opera di sviluppo e urbanizzazione già intrapresa da qualche anno nell’area nord del paese, e che ha come città simbolo Beijing, ha portato oltre che all’espropriazione di terreni agricoli persino alla deviazione del corso dei grandi fiumi cinesi: segno che questa popolazione ha determinazione da vendere.

“La popolazione cinese ci sta dimostrando di non essere morbosamente ancorata alle tradizioni del passato, ma guarda piuttosto al futuro con una spiccata determinazione, smuove le montagne per arrivare all’obiettivo” ci dice Visetti, raccontandoci della sua esperienza che sta vivendo nella metropoli cinese. “I vertici del Consiglio di Stato hanno già attuato una pianificazione degli obiettivi a vent’anni: il progetto prevede la creazione di otto grandi aree metropolitane, ognuna popolata da 20 milioni di abitanti, e provviste di servizi e infrastrutture adeguate”.

I cinesi non sono più quel popolo che lavora per “una ciotola di riso” ma si sono trasformati da un bacino per il mercato del lavoro a basso costo a  una società di consumatori, che invece di mettere tutto a risparmio ora spende il suo reddito per vivere meglio. Un fatto piuttosto significativo e che fa comprendere la situazione è il paradosso della “lotteria delle targhe automobilistiche”: la popolazione è disposta a comperarsi l’automobile senza poterla subito utilizzare, in attesa che il permesso di circolare venga assegnato con un’estrazione periodica. Questo ci fa subito capire come tale società sia in rapida evoluzione e dominata da logiche di consumismo ed arricchimento continuo alla ricerca del benessere.

Ma come tutte le nazioni sviluppate anche la Cina si troverà sempre di più a dover affrontare i tipici problemi che riguardano le società caratterizzate da benessere: livelli di inquinamento oltre la soglia e inefficienze del sistema di welfare, in modo particolare per assistenza sanitaria e previdenza sociale. Infatti anche a causa della norma degli anni ’80 che impediva alle coppie di avere più di un figlio ora la Cina si ritrova ad essere una popolazione vecchia, senza il giusto ricambio generazionale.

RELATORE: Giampaolo Visetti