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Libertà, uguaglianza e fraternità

Umberto Galimberti - 07 maggio 2014

 

Serve una rivoluzione culturale che ridia speranza alla nostra decadente società; perche è come se tutti noi fossimo fermi all'istante, senza pensare minimamente a come la ragione potrà essere uno strumento per definire il disegno di ciò che verrà. Arriva invece il freno, rappresentato dall'assenza di cultura, di pensiero, di analisi.  

La persona diventa passiva e incapace di immaginare il futuro, per mancanza di coscienza del proprio io in rapporto ad una comunità. "Oggi siamo tutti impegnati con i nostri tablet, i nostri telefonini e computer, ma lo sapete che al loro interno questi strumenti hanno il timer di autodistruzione? Se durassero nel tempo come potrebbe esserci nuova produzione?

In tutto questo meccanismo l'utile diventa il solo obiettivo, la finanza si sostituisce all'impresa con l'idea che i soldi producano altri soldi e viene meno addirittura uno dei pilastri su cui il nostro Novecento si è appoggiato, ovvero il dualismo lavoro-capitale, sostituito da lavoro-mercato, con dipendenti e imprenditori uniti, accomunati nel correre, inciampando insieme."

Ma l'identità può essere solo questa corsa? L'identità deve essere prima di tutto relazione sociale, dove solo la cultura e la ricerca del nesso e del ragionamento possono essere la strada da seguire. 

"Recuperate il senso della letteratura che è immaginazione, parlate ai figli  che nei primi tre anni di vita sviluppano, così, la loro intelligenza, e soprattutto, siate sempre soggetti protagonisti e non accontentatevi mai."

RELATORE: Umberto Galimberti