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La via asiatica della prosperità

Romeo Orlandi - 06 maggio 2011

L’Asia è un modello da imitare? Impossibile, ma non si può ignorare. L’economista Romeo Orlandi, presidente del comitato scientifico di Osservatorio Asia, è intervenuto per parlare di un argomento da cui oggi è difficile sfuggire: l’impatto del continente asiatico sul mondo, l’approccio al benessere confrontato con il nostro.

La crisi può accelerare un bisogno di umiltà, un processo interpretativo dove, se l'Asia non è un modello da imitare, almeno sia un'esperienza da analizzare con le lenti dell'obiettività e con il rispetto della diversità.

 L’Asia, soprattutto India e Cina, ma anche Giappone, Vietnam, Corea del sud, hanno raggiunto livelli un tempo impensabili di benessere. Ed ora sfidano il mondo occidentale. Qualche dato soltanto: in Cina da 33 anni il prodotto interno lordo cresce a ritmi del 10% annuo. Nessun paese al mondo è cresciuto come la Cina. Insieme ad India fanno due miliardi e mezzo di persone, il 35% dell’umanità.

L’occidente in questi anni ha dovuto ricredersi su molte convinzioni: ad esempio che la libertà e democrazia creano ricchezza. La Cina, che non conosce queste parole come noi le intendiamo, è un paese dove benessere e prosperità galoppano senza libertà e senza elezioni. E l’occidente? Orlandi non è ottimista. Potrebbe finire male se non punta alle proprie eccellenze, a quegli elementi che la fabbrica mondiale cinese o l’ufficio mondiale indiano non hanno ancora sviluppato: ricerca, tecnologia, specializzazione, qualità e lusso.

In Cina si sta affermando una imprenditoria giovane e dinamica con la quale si può negoziare. E Orlandi consiglia ai giovani di imparare il cinese, per lavorare, in un futuro possibile, nelle fabbriche cinesi. Magari comprate dagli italiani.

RELATORE: Romeo Orlandi