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Al posto tuo

Così web e robot ci stanno rubando il lavoro

Riccardo Staglianò - 03 giugno 2016

Il risultato individuale dello spostamento di commercio e servizi in rete è una maggiore convenienza immediata, quello collettivo - e di medio periodo - è la fine di quei lavori. E' una schizofrenia che ci riguarda tutti. Le macchine hanno sempre rimpiazzato gli uomini. Prima però lo facevano nei compiti pesanti: i loro bersagli erano i colletti blu. Ora sostituiscono i lavori creativi che i colletti bianchi vorrebbero ancora fare.

Non solo: sino a pochi anni fa l'aumento della produttività dato dalla tecnologia si trasformava in più ricchezza per la società. Così se uno perdeva il lavoro in manifattura ne trovava un altro nei servizi. Ormai invece le macchine corrono troppo forte e distruggono più posti di quanti non riescano a creare. L'accusa che si fa strada, sinora impronunciabile, è quindi: il web sta uccidendo la classe media. Più le macchine diventano a buon mercato, più gli esseri umani sembrano cari in confronto. Una profezia non inevitabile, a patto che ci rendiamo conto del pericolo in agguato. E prediamo delle radicali contromisure.